V Domenica di Pasqua – 3 maggio 2026
Il brano del Vangelo che la Chiesa ci presenta in questa V domenica di Pasqua è caratterizzato da tre sezioni:
l’esortazione alla fiducia e annuncio della partenza e ritorno del Signore;
la grande rivelazione di Cristo, Via Verità e Vita;
e infine l’unità del Padre e del Figlio.
Nella seconda esortazione Gesù fa una grande rivelazione. Egli si proclama la meta ultima della nostra esistenza e la via per raggiungerla.
Ci verrebbe da chiedere: e le altre religioni? Alla luce di quanto ha detto Gesù che ruolo hanno?
Per rispondere a questa domanda ce ne dobbiamo porre altre tre: cosa pensa il cristianesimo di se stesso? Cosa pensa delle altre religioni? È possibile un dialogo e una collaborazione tra i cristiani e gli appartenenti ad altre religioni?
- Cosa pensa il cristianesimo di sé stesso. A differenza dell’ebraismo da cui è nato, il cristianesimo si è proclamato fin dall’inizio religione universale, non legata cioè ad un popolo ma destinata a tutte le genti. E non solo è aperta a tutti ma anche religione in cui tutti, secondo la rivelazione cristiana, devono entrare come “chiamati”. Infatti è scritto che fuori di Gesù: “Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12).
Gesù è presentato dalla Scrittura come “mediatore fra Dio e gli uomini” (1 Tim 2,5); tutti gli uomini! In Cristo è Dio in persona che si è fatto incontro con gli uomini, che è disceso dal cielo per loro, facendosi carne. Quindi Egli che è Verità e Vita si fa anche Via per raggiungerle.
- Che pensare allora delle altre religioni?
Il CV II passa in rassegna tutte le religioni in un documento che si chiama Nostra aetate evidenziando ciò che di positivo hanno e ciò che è attinente al cristianesimo.
La chiesa cattolica è convinta che Cristo è la via per giungere alla salvezza ma che egli può usare anche canali che vanno al di là di quelli ordinari per salvare gli uomini.
Dio si serve dei “semi di verità” e dei riti sacri presenti nelle diverse religioni per far giungere ai loro aderenti i benefici della redenzione di Cristo e condurli alla salvezza.
Quindi c’è salvezza fuori di Cristo ma non senza Cristo. In un modo solo noto a Dio lo Spirito Santo soffia anche al di fuori dei confini della Chiesa.
- È possibile il dialogo?
È possibile solo se si lasciano da parte non le proprie certezze della fede ma i metodi intolleranti nel professarla. Insieme le religioni possono collaborare per tenere vivo il senso di Dio, della preghiera e del mistero in un mondo in cui è importante unirsi e lavorare per la pace, per la salvaguardia del creato, per una più equa distruzione della ricchezza e delle risorse della terra.
