XIV Domenica del Tempo Ordinario
“Ti lodo Padre“.
È così che oggi Gesù inizia il suo discorso nel Vangelo secondo Matteo. È la trentaduesima volta che Gesù pronuncia la parola Padre ed in soli sei versetti qui lo fa per ben cinque volte.
È un Padre quello di Gesù Cristo che non cessa di rivelarsi e di continuare la sua opera di salvezza, trascurando i sapienti e gli intelligenti, quelli che credono di capire e di poter giudicare. Gesù ci parla di un Padre che è Signore del cielo e della terra, che domina l’universo ma che non agisce da padrone. Perché il Padre è colui che si china sui piccoli che ama, i semplici che difende, i poveri dei quali sente il loro grido di sofferenza.
Qui Gesù esprime il modo di agire del Padre, un agire gratuito, preferenziale, che procede da un decreto sovrano. Un Padre che si rivela per mezzo di Gesù Cristo e che a sua volta ci invita ad imparare da Lui perché mite ed umile di cuore.
Ma cosa vuol dire in Cristo l’umiltà?! Essa non consiste principalmente nell’essere piccoli, o nel sentirsi piccoli, o nel dichiararsi piccoli, ma nel farsi piccoli per amore, per servire e innalzare gli altri.
Umile davvero è solo Dio perché nella posizione in cui è, Dio non può elevarsi al di sopra di sé (non c’è nulla infatti sopra di Lui).
Dio può solo scendere, abbassarsi. Ed è quello che fa tutto il tempo: creando il mondo si abbassa; ispirando la Bibbia, fa come un papà che si adatta a balbettare per insegnare al figlio a parlare; nell’incarnazione si abbassa; nell’Eucaristia si abbassa. La storia della salvezza la potremmo definire come la storia delle umiliazioni e delle discese di Dio.
San Francesco d’Assisi fa sua questa idea tanto che lo porta ad esclamare: “Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio!” e rivolgendosi a Dio dice: “Tu sei umiltà”.
È interessante notare come la parola uomo (homo) è imparentata con la parola umiltà (humilitas); derivano infatti entrambe da humus, cioè suolo, terra.
L’umile è colui che ha i piedi per terra e che per essere il primo non deve elevarsi sugli altri ma elevare gli altri aiutandoli a crescere.
Il vero umile è colui che, comunque, non si fa mettere sotto i piedi ma sa anche lottare per la verità perché è egli stesso libero. Proprio come sono i santi e come dobbiamo essere tutti noi battezzati: umili e coraggiosi!
